Contributi anti-Covid e nuovi incentivi per le imprese turistico-culturali

Sono due le misure del governo per imprese e i soggetti del terzo settore colpiti dall’emergenza Covid e attivi nel settore culturale e nel sistema dell’intermediazione turistica.

Cultura Crea Plus

La prima è Cultura Crea Plus: si tratta di un contributo a fondo perduto fino a 25mila euro, nella misura del 100% delle spese ammissibili: materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti utilizzati nel ciclo produttivo caratteristico dell’impresa; utenze; canoni di locazione; prestazioni di servizi e prestazioni professionali connesse all’attività produttiva; costo del lavoro dipendente; spese per garanzie; spese per l’apertura del conto corrente bancario dedicato alle spese richieste. Trenta milioni di euro la dotazione complessiva della misura, che è a sportello e quindi sarà possibile inviare la domanda dal 19 aprile fino a esaurimento delle risorse.

Cultura Crea due-punto-zero

La seconda, Cultura Crea 2.0, è articolata in tre diverse misure. Per ciascuna di essere i costi ammissibili riguardano a) impianti, macchinari, attrezzature, arredi e mezzi mobili; b) beni immateriali ad utilità pluriennale, limitatamente a programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, nonché certificazioni, know how e conoscenze tecniche, anche non brevettate correlate al programma di investimento da realizzare: c) opere murarie (inclusi gli impianti generali di servizio all’immobile), nel limite del 20% del programma di investimenti complessivamente ritenuto ammissibile e comunque nel limite del 10% del programma di spesa complessivamente ritenuto ammissibile incluse le spese di capitale circolante.

Sono ammissibili inoltre, nel limite del 50% delle spese di investimento, le spese di capitale circolante per a) materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti utilizzati nel ciclo produttivo caratteristico dell’impresa; b) utenze; c) canoni di locazione; d) prestazioni di servizi connesse all’attività produttiva agevolata del soggetto beneficiario; e) perizia tecnica e polizza assicurativa riferite e connesse ai soli beni del progetto finanziato e fideiussione bancaria/assicurativa richiesta in sede di anticipazione; f) spese notarili relative alla costituzione della società sostenute per il solo avvio dell’attività; g) la apertura del conto corrente dedicato; h) costo del lavoro dipendente impiegato nel programma d’investimento.

Titolo II – Interventi per le nuove imprese dell’industria culturale

Sono ammissibili programmi di importo non superiore a 400mila euro, realizzati da imprese le cui unità produttive sono in Puglia e nelle altre regioni indicate nel decreto e che prevedono l’introduzione di innovazioni di processo, di prodotto o servizio, organizzative, di mercato, nell’area della economia della conoscenza, della economia della conservazione, della economia della fruizione, della economia della gestione. I programmi di investimento devono essere avviati dopo la presentazione della domanda di agevolazione e realizzati entro diciotto mesi.

Alle imprese beneficiarie viene concesso in regime di de minimis:

  • un finanziamento agevolato, a tasso zero, fino al 40% della spesa ammessa e della durata massima di otto anni di ammortamento, oltre a un preammortamento di un anno per il periodo di realizzazione dell’intervento (l’intensità è elevata al 45% in caso di impresa femminile, giovanile o in possesso del rating di legalità)
  • un contributo a fondo perduto fino al 40% della spesa ammessa, elevabile al 45% negli stessi casi già citati.

Titolo III – Interventi per le imprese della industria culturale e turistica

Sono ammissibili programmi di importo non superiore a 500mila euro, realizzati dalle imprese con unità produttive in Puglia, Basilicata, Calabria, Campania, relativi alle attività economiche indicate nel decreto, collegati alle istituzioni collegate agli attrattori indicati in decreto e inseriti in una o più delle seguenti aree: fruizione turistica e culturale degli ambiti territoriali di riferimento degli attrattori; promozione e comunicazione per la valorizzazione delle risorse culturali; recupero e valorizzazione di produzioni locali di beni e servizi. I programmi di investimento devono essere avviati dopo la presentazione della domanda e essere realizzati entro diciotto mesi.

Alle imprese beneficiarie viene concesso in regime di de minimis:

  • un finanziamento agevolato, a tasso zero, fino al 60% della spesa ammessa e della durata massima di otto anni di ammortamento, oltre ad un preammortamento di un anno per il periodo di realizzazione dell’intervento (l’intensità è elevabile al 65% nei casi già citati)
  • b)  un contributo a fondo perduto fino al 20%, elevabile al 25%.

Titolo IV – Interventi per il terzo settore nell’industria culturale

La misura è destinata a organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, onlus, imprese sociali.

Sono ammissibili programmi di importo non superiore ai 400mila euro, realizzati da soggetti con unità produttive in Puglia e nella altre regioni indicate in decreto, nell’ambito delle attività indicate in decreto e con un legame funzionale con uno o più attrattori culturali tra quelli indicati in decreto per la gestione, fruizione, animazione e partecipazione culturale. I programmi di investimento devono essere avviati dopo la presentazione della domanda e essere realizzati entro diciotto mesi.

Ai soggetti del terzo settore può essere concesso un contributo a fondo perduto fino all’80% della spesa ammessa, elevabile al 90% nei casi citati.

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